Posts Tagged ‘zia dalle tette grasse’

Il capezzolo della zia

July 26, 2017

Il capezzolo della zia Carmela e’ grasso, che ti riempie la bocca. Si fa assaggiare per via della sua abbondanza, e da quella solida morbidezza esce un latte burroso, molto cremoso. Il passaggio dalla carne al latte lo percepisci appena. Ciucciare dal suo seno è come se la sua mammella prima ti riempisse la bocca, e poi ti si sciogliesse dentro. Come un uovo di cioccolata al latte che poi inizia a sciolgersi. Lei ti nutre. E tu sogni di ingravidarla mentre ti immergi nel suo seno da ultramaggiorata. Come Serena Grandi nell’Iniziazione, ma molto più abbondante.

Una Serena Grandi grassissima, mille volte più tettona, e con delle cosce così:

La meretrice grassa

December 30, 2016

meretricegrassa-be59

La meretrice grassa mi si avvicinò
mi mostro le sue curve grasse, piene
obese
ostentando i loro volumi enormi
vicino alla mia faccia

un seno di latte cremoso, caldo
un mucchio di cuscini carnosi
gonfi
una mucchia burrosa morbidissima
che si muove sotto i miei occhi

l’abbondanza esotica
il grasso delle tettone
le braccia morbide, vellutate
i folti capelli neri
la vita il ventre il bacino da Giunone dea,
o domina imperiale
madre, zia e amante infinita
prendimi
oltre il tempo
sempre piu’ lussuriosa
opulenta
tanta

(Bella Buxom image (c) SouthernCharms)

OPULENZIA: the Seventh Obscene Chapter

May 22, 2011

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I quickly got rid of my pants and plunged back on the couch. Carmela removed her robe, standing in front of me in just her bra-top and panties. My aunt is a curvy matron, with the boobs of a cow and the hips of Venus. Big, fat bubbles of cellulite all over her legs and buttocks, softer than marshmallows. Yes, she is big, and she is proud of her very pronounced curves. She is a vision of lust and maternity, forbidden pleasure, and home at the same time.

Carmela slowly pulled down her panties, that kept getting buried into the giant pools of fat on her sides. “Tua zia à grassa come una vitella,” used to say my uncle, while caressing her all over. My uncle loved her a lot. I remember him often reaching over to squeeze her thighs and hug her all the time. She always laughed, letting him do whatever he wanted on her body, while often looking at me when his hands were full. To me they were an example of pure joy: one being, with a male and a (very) female part, living life to the fullest.

Her hips were extremely wide: if I stretched my arms as wide as possible, I would barely be able to reach around them. Some months earlier, fantasizing about her, I had estimated she was 110 inches around: fact is, since then she gained weight again! And now that I was seeing her curves in the naked, I know she was much more than that. As I said, she literally had to dig her panties out of her own flesh. Aveva due cosce inzuppate di lardo, tempestate di bolle di pura cellulite.


(photo (c) of jae.bigcuties.com)

“My hips are so fatty,” she added with content, justifying with some pride the effort she had to undertake in order to remove her slips. Even if the fabric was soft and stretchy, it just couldn’t help to fall into the creaminess of her wide hips. Or thighs, actually. Where did the hips end and thighs begin anyway? Her derriere must have been twenty five inches tall. Such a huge mountain of cellulite.

“Zia, do you have any muscles on your hips?” I asked her, taking all the courage I had left in me.
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Zia Carmela come Sabrina Salerno

February 26, 2011


(Photos are (c) of siliconefree.com – Please visit them for more!)

In una torrida estate romagnola, ero con mia zia Carmela in villeggiatura.

“Zia, fai come Sabrina Salerno in Boysboysboys, quand’e’ in piscina, che si tira su le tette nel reggiseno…”

“Ma cosa vuoi, le mie mammelle sono troppo grandi… ballano troppo”

“Meglio, cosi’ tutti le guardano,” dico io.

“Sai che ho notato che i bambini mi guardano le zinne? I bambini, e poi i vecchi di 70 o 80 anni. Chissa’ perche’…”

“Ci credo, io i miei amici non riusciamo a non guardarti, e mi piace quando cammini con le tette all’infuori di fronte ai vecchi del bar… madonna come guardano!”

“Sai che a volte ne scelgo uno e lo accontento… alcuni mi chiedono sempre di toccare, e cosi’ a volte gli faccio un favore…”

“Ma cosa chiedono?”

“Uno mi chiede sempre se mi puo’ palpare le cosce, ma la maggior parte vuole tastarmi il seno. Io non lo so… chissa’ perche’ sempre il seno, ho anche i fianchi molto grassi, non solo il seno…”

“Forse perche’ e’ talmente liquido che sembra una piscina piena di latte, come Poppea…”

“Ha ha, ma cosa dici… ma non e’ poi cosi’ enorme, mi sembra.” Si piego’ in avanti un po’, per mostrare la carne delle sue mammelle da latte.

“Zia, hai due montagne di carne al posto delle tette, te…”

“Ah!” mi sorrise, “ma dai… ascolta, va bene, vengo con te in piscina… a un patto pero’.”

“Evviva ziona!” esclamai mentre ancora parlava, nonostante il condizionale di fatto. Ero al settimo cielo. Sognai di vedere i vecchi bavosi mangiarsi con gli occhi le curve bovine della zia, mentre io le strizzavo le tette.

“Vengo con te in piscina, in bikini, solo se pero’ mentre scuoto le tette, tu puoi ti ci tuffi dentro, gridando “Mamma, mamma!”

“Si’! Si’!”

“E poi ti voglio spupazzare tutto, come una volta… tra le poccie e i miei fianchi… mi sono ingrassata…”

Mi sorrise con un misto di vergogna e eccitazione. I suoi capezzoli si indurirono un bel po’, sporgendo in fuori da dentro la vestaglia. Si piego’ in avanti, mostrando anche un ettaro delle sue cosce.

“Madonna, zia, come sei tanta… e d’altra parte, se non sei materna te,…”

“Davvero ti fai spupazzare dalla zia? Davvero?”

“Si’… certo…”

Carmela gongolo’. “Guarda che se poi mi chiami Mamma, io ti voglio nutrire, eh,” mi intimo’ con un sorriso da nobile matrona romana.

“Anche perche’ mi sono ingrassata…. guarda,” mi sussurro’ sporgendosi in avanti. Si apri’ la vestaglia mostrandomi il panorama delle sue enormi mammelle sostenute appena da un reggiseno veramente enorme, eppure insufficiente a contenere l’abbondanza delle sue forme giunoniche.

“E quindi, dicevo… se poi ti viene voglia di succhiare, puoi sempre succhiare la mia cellulite… o tirare fuori una mammella e iniziare a mungermi”

“Si’, si’, certo… come una mucca, una bella muccona!”

“Ha ha,” esclamo’ divertita, “ho tanto di quel latte… e glielo faccio vedere a Sabrina Salerno, che poi non ho mai capito cos’abbia di bello, ha poche curve, cosi’ magra poi…”

“Bella mucca, sei grassa come una mucca…”

Posso dire tutto a Zia Carmela, posso essere sincero. Lei ride e mi abbraccia. Puo’ sfamare un esercito. Vuole partorire.

E mentre si incammina, con tutta la sua cellulite ballonzolante, aggiunge, “e se i vecchi ti guardano, tu nasconditi tra le mie mammelle, e stringimele forte. Sono abbondanti ma sono molto grasse, liquide,… e poi mi piacciono le tue manine dentro la mia cellulite… sono cosi’ vellutate, caro!”

Mi immagino le facce dei vecchi, mentre vedono un adolescente succhiare il latte di una donna dai seni obesi come Zia Carmela.

OPULENZIA at the Sixth Point of Perversion: From a Valley of Lard, to a Port of Sin

December 12, 2010

(images in this story are (c) of their respective holders, which in order are:
Brie Brown, Ms SuperDome Booty, ChocoMelons, Katrina of Supersized Bombshells, Kati of SiliconeFree)

Carmela con i suoi cuscini di lardo, talmente grassi che ci si può sedere sopra

 

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The Point of Perdition,
or,
How Passion sailed from a Valley of Lard, to a Port of Sin, safely

Zia Carmela had a very sweet way of reading and acknowledging feelings from people. It was almost as if she was able to read their minds. I’d love to give you an example. My friend Gianni, a really smart computer geek, always had a thing for Japanese culture and tiny cutesy Asian girls. Somehow Carmela seemed to know that, as the first time he came over to visit us, she wore a kimono and made him sushi, without asking him anything. By the end of the meal he was completely lost in love with her, and he had an embarrassing boner. I’m sure the many smiles she gave him made him happy, as well as the deep cleavage she was conceding when pouring him wine. Plus, I’ve never seen Gianni so relaxed before. And I had never seen him so interested in women’s legs before. He has always been a boob guy, but he just couldn’t stop staring at my aunt’s big thighs, any moment he had a chance. It goes without saying he was also drooling over her breasts, otaku-style.

Gianni was not the only one. With Rosario, a great guy I met in Naples who happens to also be an excellent cook, Carmela had him do all the cooking. She just sat at the table eating everything he presented her. Rosario was elated to cook for a woman who was enjoying his food so much. He kept looking at her voluminous hips. When it was time to leave, she gave him a big kiss, almost on his lips, and she put his hands on her hips.

“Stringimi,” she said. “Come on, squeeze me tight, dear…”

She knew he loved her soft hips.

“Can you feel it? You made my hips bigger with all your delicious dishes! Feel me up, I’m not kidding!” she said with a smile, slapping her own curves as he was digging in.

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