Posts Tagged ‘tanta carne’

OPULENZIA: Fourteen cows in the Alps, and Carmela’s dowry

October 23, 2017

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Zia Carmela decided we should spend the rest of the summer in the mountains. She loved nature, its slow sounds, its openness as well as its laws, and she loved being free, feeling the crisp breeze on her bare skin.

She especially loved the Alps, the tall chain of Italian mountains that defines the upper border of the Peninsula. She really loved going in a remote malga in Trentino, surrounded only by cows and the silence of nature.

So that’s where we went.

As we were walking toward the refuge, the brisk air became noticeable, like a caress from the goddesses. The calm and quietness of everything around us revealed itself. For a moment, I stood there in awe at the earthy beauty of all.

To participate in this moment, Carmela, at peace with the honesty all around us, showed the full volumes of her breasts. The girth of her curves was radiant in the summer light. Her decolletè, absolutely gorgeous.

“How you doing, my dear?”

Having been there never before in my life, it was all new to me. But Carmela knew more what to expect, and actually looked like she was at home. She took off her jacket and walked the path in just her low-cut summer dress and skimpy semi-transparent skirt. The fresh breeze swept through her hair down to her thighs, as a lover full of desire.

Occasionally she’d stop to sit down and rest. Sometimes, I swear, I thought she was stopping just to expose her very generous cleavage. That lush valley between two jiggly mountains of flesh, bursting at the seams and thick like a bed of pillows.

Zia Carmela knew I was always staring but she always let me look. During the walk a couple times she smiled and opened her arms to me, leading my face into her maternal bosoms.

“Come here dear, come to auntie, let me hug you a little,” she said knowing what I coveted.

“Che belle le tue tettone, zia, che morbide…”

“Fatti spupazzare, caro, spupazza i miei seni…” The softness of her boobs was infinite. She was offering them to me just like that. I just hoped I had what she was looking for.

One tease after the other, finally we arrived. We settled in and soon went back outside to continue to enjoy the sunshine. She took out cheeses of various kinds, bread, lard, wine. We set everything up on the patio table, Zia Carmela occasionally directing me, while I wasn’t able to stop looking at her.

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BigCutie Kennedy cosciona culona

September 6, 2016

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Madonna, Bit Cutie Kennedy misura 147-127-172 cm, con delle cosce grosse 96 cm!! E i fianchi gravidi di lardo… Nice and meaty, come dice lei stessa. Tutta da strizzare. Una donna felliniana portata all’eccesso.

Juicy Jackie is even bigger and softer!

April 11, 2015

Jackie takes her most recent measurements in her last video. It looks like she gained so much! Her face is fuller with cuteness, her belly’s a waterfall of overindulgence and her thighs are so huge and thick. Layers and layers of cellulite, bulging craters everywhere, generously exposed to the bystanders.

Not to mention that her hips outgrew the panties she’s wearing, that are easily sinking into all that creaminess.

Che bella grassona gonfia di lardo! Come vorrei palparti i fianchi…

La Carne Nella Taqueria

April 30, 2009
Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Ieri ero a cena con la mia BBW nella nostra taqueria favorita. Il locale è popolato da una folla eterogenea di ogni razza e cultura, in prevalenza messicani e neri, con qualche bianco e asiatico. Tutti sorridono, e tutti sono accomunati dall’amore per il cibo ricco e sostanzioso servito nel locale. E’ un ristorante rumoroso, alla buona, di quelli economici con tavoli semplici ed essenziali ma con piatti fatti sul momento di fronte a te, freschissimi e deliziosi.

Le donne che lo frequentano sono per la maggior parte aggraziate da curve molto prosperose, piene di vita e di gioia come il cibo che mangiano. E’ un turbinare lussureggiante di carne. Mentre azzanno il mio burrito una cameriera dai fianchi di burro pulisce i tavoli accanto. Cammina in fretta dimenando i suoi fianchi pastosi di fronte a tutti. Viene voglia di immergervi le mani solo a guardarla, non per farle violenza, ma per ringraziarla e adorarla. Nel tavolo di fianco e’ seduta un trio con una donnona di mezza età con un grosso ventre e le tette bovine. Ride e mangia di gusto, sollevandosi leggermente la maglia che la stringe attorno ai seni.

C'aveva due cosce davvero grasse

C'aveva due cosce davvero grasse

Mi alzo per andare a prendere le posate e vedo un’imperatrice nera al bancone intenta ad ordinare. Ha un culo impregnato di grasso e le cosce di una venere ottentotta ingrassata. I suoi jeans sembrano esplodere e traboccare carne da ogni parte. In cima a quell’alto trono carnoso, ci saranno natiche alte mezzo metro e spesse altrettanto. Godo nel pensare che il cibo sostanzioso che ha ordinato la ingrasserà ancora. In mezzo a quelle cosce immagino possa nascere l’infinito.

Quando è ora di uscire, c’e’ qualcosa anche per me. Un ragazzo nero, in coda per ordinare, nota la mia BBW. Dapprima cerca di fare finta di niente, siccome mi vede camminare dietro di lei. Quando però ci avviciniamo non resiste, e si gira per buttare gli occhi sul culone grasso della mia donna. La guarda incurante di me, come qualcuno che non possa fare a meno di guardare, in ammirazione. Io, come lui, guarderei.
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La Dea Cosciona Regina d’Italia – Capitolo 2

April 9, 2009

Guarda li' che bei fianchi grassi, e che belle quelle coscione da mattanza(photo: (c) bigbuttasshley.com)

Quella sera Rossana si presentò da Edoardo vestita in modo quasi indecente. Sotto un lungo impermeabile scuro si celava il suo corpo, coperto solamente da un sottile abbigliamento, senza maniche, attillato in vita e vaporoso sui fianchi. A parte l’indecente vastità di pelle esposta, non ci sarebbe nel suo vestiario nulla di strano, se non fosse che fuori faceva meno due gradi sottozero. Nonostante il freddo lei sembrava a suo agio con quasi nulla addosso.

Dal modo in cui le mammelle se ne stavano di fronte a lei si poteva capire che sotto il vestito c’era un reggiseno a balconcino, che forse sarebbe più appropriato dire a terrazza, visto che esponeva un paio di tettone in continuo movimento. Era come un mare in piena, con increspature opulente e una liquidità che poteva appartenere solo alle poccie più delicate, magari impregnate di abbondante latte.

Oltre a quel richiamo materno, vi era anche il richiamo di terra: lo spacco vertiginoso della gonna, che arrivava fino ai fianchi, scoprendo le rotondità di una lunga e lussureggiante distesa di piacere.

Edoardo aveva preparato una cena adatta a quel tipo di lusso. Dapprima vennero i numerosi antipasti, accompagnati da un buon vino rosso corposo. Vi erano vari tipi di salumi, dai prosciutti ai salami, con mortadella, pancetta e lardarelli. La mortadella in particolare riscontrò un grande successo presso Rossana. “Dicono che la mortadella non sia di classe, ma secondo me sono tutti matti! Passamene qualche altra fetta, va la!” Al chè Edoardo prontamente ne porse non una, ma numerose fette. “Rossana, sei la gioia di vivere, la bellezza fatta carne, e quanta carne!” esclamò Edoardo, “Ecco, mangia, nutriti, o mia dea!”

Rossana mangiava, e anche Edoardo mangiava mentre guardava le cosce di quella Venere grassa, fissandole senza pudore, senza falsità. “Mi guardi le cosce, eh? Guarda che ti ho visto guardarmele da settimane, cosa credi? Ma non c’e’ mica niente di male… ti piace la carne, e io ne ho tanta, lo so… guarda qua, guarda quanta ne ho…” e così dicendo Rossana si scoprì quasi tutta la coscia, per dieci o quindici lunghissimi secondi, giusto il tempo per fargli capire che era grassa per davvero e che esigeva un trattamento adeguato all’opulenza del suo corpo. Era come metterlo di fronte ad una specie di aspettativa. Sembrava che chiedesse, sei in grado o no di offrire qualcosa di altrettanto abbondante e prezioso come le mie floride cosce?
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