Tanta carne dentro le mutandone di Asshley

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Ma quanto è piena, una mucchia di lardo accatastato, natiche gonfie di carne, è piena di grasso, tutta da strizzare, le bolle di cellulite che ballano e si muovono ad ogni passo. Asshley mostra l’abbondanza delle sue forme e promette di ingrassarsi ancora. I gnocchi di cellulite ballano e si muovono tutti, sono pieni e invitanti. L’ho appena conosciuta e mi invita ad abbracciarla stretta, i suoi seni prosperosi sporgono in avanti, è anche una bella tettona. Lei si stringe a me lasciandomi guardare. Butto giù l’occhio dietro le sue spalle e vedo il suo enorme culone lardoso all’infuori come una mensola di carne. Che bella culona che sei… le metto le mani dietro la schiena, all’altezza della vita. E’ un golfo di morbidezza, le tettone sopra, e il porto dei suoi fianchi spropositati sotto. Dalla schiena mi muovo verso la vita, e poi lungo i fianchi, per sentire la pienezza delle sue forme a clessidra. E’ larghissima. Una clessidra appesantita verso il basso. I suoi fianchi sono morbidi come panna montata.

Scendo lungo le cosce, perchè non riesco a resistere. Lei mi lascia fare. Allargo le mani per sentire tutto il suo lardo. Le sue coscione da scrofa sono grassissime, sento tutte le increspature della sua cellulite straripante. Mi abbasso un po’ immergendo tutto il mio capo nei suoi seni, mentre scendo per palparla bene lungo tutte le cosce. Una tettona dalle coscione grassissime.

Sento le mie mani immergersi nella cellulite delle sue coscione, gliele strizzo e le accarezzo, è un mare di lardo infinito. Lei mi dice che quando si ingrassa tutto il peso si deposita lì, come una maialona da prosciutto. “Ti prego, dimmi che ti lasci accarezzare le cosce a tutti coloro che te lo chiedono,” le chiedo io perchè in pochi hanno l’opportunità di godere così tanto. “Certo, mi piace sentire la mia carne strizzata e adorata… e più ne metto su più ho voglia di sentirmi palpata, lo sai?”

“Che bella culona grassa che sei, bella maiala da ingrasso… io tutte le volte che ti vedo ti vorrei dare una bella palpata su ste coscione obese”

“Dammela ti prego… Dammela! Palpami… oh come mi voglio ingrassare adesso! Mi voglio ingrassare, mi voglio ingrassare, mi voglio ingrassare!”

Dopo questi urli di piacere, una coppia nell’adiacente camera d’albergo si affaccia dentro la nostra porta, che era rimasta accidentalmente socchiusa. Lui è un uomo distinto in giacca e cravatta. Lei una meretrice d’alto bordo, venticinquenne, magra come una modella di Vogue. Noto che il pene di lui si sta irrigidendo. Per tutta risposta io muovo le braccia attorno alle natiche obese di Asshley, e gliele sollevo come posso. Sono pesanti.

Lei e lui guardano le mie mani scomparire dentro tutta quell’abbondanza, sopraffatte dalla straripante cellulite.

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