Le Belle Coscione della Zia

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“Ciao zia! Come stai bene con quel costume!”

“Ciao caro, tu sei tanto gentile, ma cosa vuoi, fa così caldo qua alle Hawaii…” Eravamo in vacanza da qualche giorno.

“Infatti,” ribattei io, “ho visto molte ragazze in bikini lungo la strada, quindi non sei l’unica ad alleggerire il vestiario.”

“Ma dici che sono un po’ troppo scosciata?”

“Ma no, ma no, assolutamente. E poi con quelle coscione, cosa vuoi… chi può non gradire le coscione della zia?” Dissi io, ammiccando.

“Oh, caro vieni qua, fatti abbracciare, anche se non sei più un bambino…”

Che bello che è farsi abbracciare dalla zia. La sua carne soffice e matura si preme contro il mio corpo, come un letto invernale con una bella coperta pesante sopra. Il suo seno rigoglioso accoglie il mio viso tutto, mentre il suo sorriso materno mi conforta, torreggiando dall’alto dei suoi due metri e passa. Una gigantessa dalle mammelle gravide e i fianchi capaci di dare abbondante prole.

Avvolto tra i soffici guanciali dei suoi seni, cosparsi di baci la loro superficie interna. Era bellissimo spingere le labbra all’infuori per affondarle nell’opulenza di quelle tettone piene di latte burroso. Sentire la morbidezza avvolgente adattarsi con facilità attorno a te. Che mucca da latte che era.

Con altri movimenti goderecci della bocca simulavo di mungerla apertamente. Succhiavo i soffici lardarelli increspati di cellulite presenti sui generosi volumi dei suoi seni. Lei mi accarezzava, lasciandosi palpare a sua volta, con una generosità materna.

Kiki P Love's beautiful thighs

Kiki P Love’s beautiful thighs

“Vedi che gambe grasse che ho? Continuano ad ingrassarsi, sembra che vada tutto lì,” Continuò lei, come una massaia preoccupata di non aver abbastanza cibo per i suoi figli. Mosse i grossi fianchi in modo sinuoso, come ad enfatizzare le sue curve già molto prosperose.

Io osservai la loro forma esageratamente florida, quasi con la bava alla bocca.

“È tutta cellulite, cosa credi?” Aggiunse lei.

“Zia, come sono belle… zia, te le posso palpare? Ti posso palpare le coscione?”

“Palpami caro, per piacere… sono grassa… strizza la cellulite delle mie cosce, tanto ‘sti prosciuttoni s’ingrassano di continuo. Non so più cosa fare…”

“Che belle cosce, madonna mia che abbondanza. Non devi fare niente, zia… Guarda qui quanto lardo, è così morbido. Ma che razza di prosciutti che hai, ziona…”

bb801x007detMi allontanai un attimo per ammirarne le fattezze. La coscia a destra era illuminata dal sole, che metteva in evidenza non solo la buccia d’arancia, ma vere e proprie bolle di lardo ovunque, a gnocchi, come mucchietti di pura cellulite in qua e in là. La profondità in cui sembrava trovarsi il ginocchio — sepolto nel lardo — ne evidenziava lo spessore davvero ragguardevole. Una spessa coltre di cellulite, di quella più densa e voluminosa.

La coscia a sinistra creava un profondo cono d’ombra. Una coscia bella tornita e rigonfia. Descriveva un volume perfetto nella sua rotonda obesità, morbido ed accogliente come un cuscino.

Da entrambi i lati, i larghi volumi dei suoi fianchi portavano a compimento il desiderio di dare accoglienza a tutti, ma in particolare a coloro che erano gentili.

Indugiai sull’interno-coscia della zia. Nonostante i fianchi larghissimi, le due cosce erano talmente piene zeppe di carne che arrivavano a toccarsi e a premere l’una contro l’altra. Il modo un po’ scomposto con cui il sacco di lardo della coscia di destra premeva contro la mucchia di carne nella coscia di sinistra mi apparve una garanzia di abbondanza.

“Palpamele caro, palpamele…”

“Bella cosciona fatti palpare… dammi la tua cosciona grassa e fammi strizzare il lardo. Quanto sei cicciona, zia, sei tutta da palpare…”

“Ecco, bravo, palpami le coscione. Me le sono ingrassate apposta. Metti la mano qui sopra, dov’è più grassa. Sì, su questo gnocco. Senti come è soffice?”

“Sì, bella cosciona gonfia…”

“Stringilo come una spugna, strizzalo… ecco sì, palpalo bene. Immergici le dita, le mani, strizza… sono tanta.”

“Come sei grassa, ziona, come sei tanta…”

“Caro, sì… mi voglio prendere cura di te. Ti dono la mia carne, tutta. Ne ho tanta. Guarda i miei fianchi, sono larghi e gonfi di lardo. Quando cammino balla tutto. In questi ti voglio avvolgere, tra i miei fianchi materni. Appoggiaci sopra le mani, e lasciati cullare dalle onde del mio mare…

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6 Responses to “Le Belle Coscione della Zia”

  1. Billy The G Says:

    this is so beautiful even while reading a lose translation. I’m just in love with Zia Carmela, is there any hope of there being another Opulenzia chapter in the near future?

  2. fatcurvystories Says:

    Working on it…. taking a long time as always 🙂 I might do more one-offs like this in the future though, hopefully these are still enjoyable.

  3. Jerry Gatlin Says:

    Hello Ms Super Fine Kiki I Jerry Gatlin, Truly Loves your Face and Body Lady I wish you where my Main Girl Friend at this Email Lady. 1.15.16…

  4. Femsup Says:

    Not just a Wonder Woman but a thunder woman with thunder thighs ready to obliterate our heads between such opulence. The rope of truth will have us admitting our undying love for such over bearing and beautiful thighs

  5. fatcurvystories Says:

    Squeezing and adoring them all the time

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