La Carne Nella Taqueria

Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Ieri ero a cena con la mia BBW nella nostra taqueria favorita. Il locale è popolato da una folla eterogenea di ogni razza e cultura, in prevalenza messicani e neri, con qualche bianco e asiatico. Tutti sorridono, e tutti sono accomunati dall’amore per il cibo ricco e sostanzioso servito nel locale. E’ un ristorante rumoroso, alla buona, di quelli economici con tavoli semplici ed essenziali ma con piatti fatti sul momento di fronte a te, freschissimi e deliziosi.

Le donne che lo frequentano sono per la maggior parte aggraziate da curve molto prosperose, piene di vita e di gioia come il cibo che mangiano. E’ un turbinare lussureggiante di carne. Mentre azzanno il mio burrito una cameriera dai fianchi di burro pulisce i tavoli accanto. Cammina in fretta dimenando i suoi fianchi pastosi di fronte a tutti. Viene voglia di immergervi le mani solo a guardarla, non per farle violenza, ma per ringraziarla e adorarla. Nel tavolo di fianco e’ seduta un trio con una donnona di mezza età con un grosso ventre e le tette bovine. Ride e mangia di gusto, sollevandosi leggermente la maglia che la stringe attorno ai seni.

C'aveva due cosce davvero grasse

C'aveva due cosce davvero grasse

Mi alzo per andare a prendere le posate e vedo un’imperatrice nera al bancone intenta ad ordinare. Ha un culo impregnato di grasso e le cosce di una venere ottentotta ingrassata. I suoi jeans sembrano esplodere e traboccare carne da ogni parte. In cima a quell’alto trono carnoso, ci saranno natiche alte mezzo metro e spesse altrettanto. Godo nel pensare che il cibo sostanzioso che ha ordinato la ingrasserà ancora. In mezzo a quelle cosce immagino possa nascere l’infinito.

Quando è ora di uscire, c’e’ qualcosa anche per me. Un ragazzo nero, in coda per ordinare, nota la mia BBW. Dapprima cerca di fare finta di niente, siccome mi vede camminare dietro di lei. Quando però ci avviciniamo non resiste, e si gira per buttare gli occhi sul culone grasso della mia donna. La guarda incurante di me, come qualcuno che non possa fare a meno di guardare, in ammirazione. Io, come lui, guarderei.

E’ in effetti una vista notevole, che io colpevolmente dò quasi per scontata conoscendola a memoria. Come l’imperatrice di cui sopra, anche la mia bella indossava jeans, riempiti allo stesso modo di carne fino all’orlo. Come la cameriera, anche la mia donna sfoggiava il burro dei suoi fianchi, rigonfiando il tessuto dei jeans in copiosi rotoli all’altezza dei fianchi, e in visibili gnocchi di benessere nella parte alta delle cosce.

Qualcuno potrebbe pensare che avrei tutti i diritti di arrabbiarmi per cotanta sfacciataggine: al contrario, io invece volevo quasi ringraziarlo per il suo sguardo lussurioso. Era il suo un complimento dei più sinceri.

Tuttavia, nell’uscire dal locale ho avuto cura di mettere una mano su quella montagna di cellulite, stringendole con orgoglio. Per far capire all’ammiratore che quei fianchi da monta appartengono a me, non a lui, e che da lì a poche ore mi sarei buttato in mezzo a quel bendidio, godendo a più non posso di quella carne.

(Images (c) avivajuda.com and bustybabydolls.com)

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