Archive for April, 2009

La Carne Nella Taqueria

April 30, 2009
Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Un culone ingrassato a dovere mostra tante bolle di cellulite...

Ieri ero a cena con la mia BBW nella nostra taqueria favorita. Il locale è popolato da una folla eterogenea di ogni razza e cultura, in prevalenza messicani e neri, con qualche bianco e asiatico. Tutti sorridono, e tutti sono accomunati dall’amore per il cibo ricco e sostanzioso servito nel locale. E’ un ristorante rumoroso, alla buona, di quelli economici con tavoli semplici ed essenziali ma con piatti fatti sul momento di fronte a te, freschissimi e deliziosi.

Le donne che lo frequentano sono per la maggior parte aggraziate da curve molto prosperose, piene di vita e di gioia come il cibo che mangiano. E’ un turbinare lussureggiante di carne. Mentre azzanno il mio burrito una cameriera dai fianchi di burro pulisce i tavoli accanto. Cammina in fretta dimenando i suoi fianchi pastosi di fronte a tutti. Viene voglia di immergervi le mani solo a guardarla, non per farle violenza, ma per ringraziarla e adorarla. Nel tavolo di fianco e’ seduta un trio con una donnona di mezza età con un grosso ventre e le tette bovine. Ride e mangia di gusto, sollevandosi leggermente la maglia che la stringe attorno ai seni.

C'aveva due cosce davvero grasse

C'aveva due cosce davvero grasse

Mi alzo per andare a prendere le posate e vedo un’imperatrice nera al bancone intenta ad ordinare. Ha un culo impregnato di grasso e le cosce di una venere ottentotta ingrassata. I suoi jeans sembrano esplodere e traboccare carne da ogni parte. In cima a quell’alto trono carnoso, ci saranno natiche alte mezzo metro e spesse altrettanto. Godo nel pensare che il cibo sostanzioso che ha ordinato la ingrasserà ancora. In mezzo a quelle cosce immagino possa nascere l’infinito.

Quando è ora di uscire, c’e’ qualcosa anche per me. Un ragazzo nero, in coda per ordinare, nota la mia BBW. Dapprima cerca di fare finta di niente, siccome mi vede camminare dietro di lei. Quando però ci avviciniamo non resiste, e si gira per buttare gli occhi sul culone grasso della mia donna. La guarda incurante di me, come qualcuno che non possa fare a meno di guardare, in ammirazione. Io, come lui, guarderei.
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Morning temptations

April 17, 2009
That's Airabella from ultimatebbw.com, she is 55-40-75. Look at those fat thighs, and all that flesh bulging everywhere, doesn't she make you drool?

That's Airabella from ultimatebbw.com, she is 55-40-75. Look at those fat thighs, and all that flesh bulging everywhere, doesn't she make you drool?

I often see my woman in her underwear — that’s one of the advantages of being with someone. I love the teasing, even the involuntary kind, and when you are with someone who’s more than 300 pounds, there’s a whole different level of teasing.

In the mornings when she gets ready to leave for work, I get to watch her walking around me. I am still in bed and all I get to do is compliment her with my perverted remarks, like “God you are so fat” or “you got so much juice” and so on. She has so much flesh bouncing and shaking all over. She has big porky thighs that make any skinny woman look ridiculous. They are just packed, engorged with cellulite, oozing softness in many turgid bubbles.

Every once in a while she comes closer to the bed to let me adore her. I grab her by her love handles and pull her closer to me so that I can rub my face on her hips and thighs. I love to lick her flesh with my tongue, just like an animal would do. I am honest, I do what I love to do. I love to bury my face in the fattest part of her prosciutto-sized legs. And I show her my raging erection so she knows the effect of her abundance on me.

While I am down on her thighs, at anytime if I raise my head I can see the opulence of her hips and belly, and the droopy goodness of a very large, fat teat looming over me. It’s so good to be surrounded by flesh.
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La Dea Cosciona Regina d’Italia – Capitolo 2

April 9, 2009

Guarda li' che bei fianchi grassi, e che belle quelle coscione da mattanza(photo: (c) bigbuttasshley.com)

Quella sera Rossana si presentò da Edoardo vestita in modo quasi indecente. Sotto un lungo impermeabile scuro si celava il suo corpo, coperto solamente da un sottile abbigliamento, senza maniche, attillato in vita e vaporoso sui fianchi. A parte l’indecente vastità di pelle esposta, non ci sarebbe nel suo vestiario nulla di strano, se non fosse che fuori faceva meno due gradi sottozero. Nonostante il freddo lei sembrava a suo agio con quasi nulla addosso.

Dal modo in cui le mammelle se ne stavano di fronte a lei si poteva capire che sotto il vestito c’era un reggiseno a balconcino, che forse sarebbe più appropriato dire a terrazza, visto che esponeva un paio di tettone in continuo movimento. Era come un mare in piena, con increspature opulente e una liquidità che poteva appartenere solo alle poccie più delicate, magari impregnate di abbondante latte.

Oltre a quel richiamo materno, vi era anche il richiamo di terra: lo spacco vertiginoso della gonna, che arrivava fino ai fianchi, scoprendo le rotondità di una lunga e lussureggiante distesa di piacere.

Edoardo aveva preparato una cena adatta a quel tipo di lusso. Dapprima vennero i numerosi antipasti, accompagnati da un buon vino rosso corposo. Vi erano vari tipi di salumi, dai prosciutti ai salami, con mortadella, pancetta e lardarelli. La mortadella in particolare riscontrò un grande successo presso Rossana. “Dicono che la mortadella non sia di classe, ma secondo me sono tutti matti! Passamene qualche altra fetta, va la!” Al chè Edoardo prontamente ne porse non una, ma numerose fette. “Rossana, sei la gioia di vivere, la bellezza fatta carne, e quanta carne!” esclamò Edoardo, “Ecco, mangia, nutriti, o mia dea!”

Rossana mangiava, e anche Edoardo mangiava mentre guardava le cosce di quella Venere grassa, fissandole senza pudore, senza falsità. “Mi guardi le cosce, eh? Guarda che ti ho visto guardarmele da settimane, cosa credi? Ma non c’e’ mica niente di male… ti piace la carne, e io ne ho tanta, lo so… guarda qua, guarda quanta ne ho…” e così dicendo Rossana si scoprì quasi tutta la coscia, per dieci o quindici lunghissimi secondi, giusto il tempo per fargli capire che era grassa per davvero e che esigeva un trattamento adeguato all’opulenza del suo corpo. Era come metterlo di fronte ad una specie di aspettativa. Sembrava che chiedesse, sei in grado o no di offrire qualcosa di altrettanto abbondante e prezioso come le mie floride cosce?
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