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La sete abbondante (parte 2)

November 27, 2007

La zia mi aspetta con le tette di fuori ©bbwfantasygirls.com

Scavalco la staccionata e mi ritrovo davanti alla zia, che mi accoglie a braccia aperte, sporgendosi in avanti con un seno di fuori, e uno ancora dentro che spinge per uscire. Le corro incontro, innocentemente, senza frenarmi troppo. I miei occhi innocenti vedono solo un enorme cuscino caldo d’amore.

Mi tuffo in quel mare di carne. La mammella che era ancora dentro la veste si riversa fuori dietro la mia spinta, cadendomi addosso con un sonoro splash. La zia nel contempo mi avvolge con le sue braccia stringendomi contro le sue grasse tette. Sento le onde di carne infrangersi contro di me e attorno a me. Che morbidezza, è come sguazzare nel mare.

“Vieni qua, caro, vieni qua, fatti spupazzare dalla zia, fatti abbracciare!” mi dice, accarezzandomi la testa sepolta tra le masse dei suoi seni. “Stringimi forte… ecco, così… oh caro, la zia ti vuole tanto bene, sai? tantissimo…”

“Anche io,” le rispondo adagiandomi completamente sulle sue colline di carne, “anche io!”

E’ bellissimo essere sbatocchiato in tutto quel ben di dio. La zia ha un enorme sederone stracolmo di amore. Se volessi ci potrei affondare tutte le mie mani e tutta la mia testa. E’ eccitante e allo stesso tempo rilassante stringere una montagna così imponente, così infinita. La mia faccia è completamente avvolta dalle enormi zinne, mentre il resto del mio corpo poggia e strofina contro l’abbondante cellulite delle coscie e del ventre. Provo anche a muovermi in quell’abbraccio avvolgente, e ci riesco perchè è come sguazzare in un mare di carne. La stringo, la strizzo quanto più posso, e sento un desiderio nuovo, inusuale. Voglio fare parte di lei, entrare dentro il suo grembo e essere avvolto dalla sua morbidezza per sempre.

I miei sensi sono in un paradiso terrestre. Sono cullato dal suono delle onde del suo lardo, immerso nel sapore burroso della sua pelle, avvolto da un lago di lussuria che sovraccarica ogni ogni centimetro della mia pelle, mentre osservo delle enormi colline materne.

“Se hai freddo ti abbraccio forte tra i miei fianchi e ti avvolgo con le mie gambe, per tenerti caldo,” mi disse. Questa frase, insieme al caldo afoso che avvolgeva la campagna attorno a noi, aggiunse un elemento di sensualità misteriosa. Mi rimase impressa nella memoria per sempre. La zia me la sussurrò accarezzandomi, mentre la mia faccia sprofondava tra le sue tette carnose.


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