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La sete abbondante (parte 1)

October 14, 2007

Questa storia è dedicata a Tawnee of BBWFantasyGirls.Com, a breve spero di riuscire a postare una sua foto perchè è meravigliosa. Ciao Tawnee!

Avevo sei anni quando passai la mia prima estate in vacanza dalla zia. Ha una residenza in compagna, un enorme podere con cavalli, cani, mucche. E tanti filari di pesche. Un giorno facevamo una passeggiata e io ero molto stanco.

E’ un gran caldo, e io mi sono già scolato tutta la borraccia. La zia, forse per via del suo abbondante grasso, si scopre spesso alzando la sottana per farsi vento. A volte se la tira proprio su del tutto mostrando le floride coscione, talmente enormi da essere più grosse del mio intero corpo. Siccome tutto quell’ammasso di lardo balla e rimbalza ad ogni passo, io ogni tanto m’intrufolo dentro la sottana e le do uno schiaffetto bonario sulla cosciona nuda. Mi piace sentire la mia mano affondare in tutta quella morbidezza e mi piace vedere l’effetto acquoso della cellulite ballonzolante su quelle coscione. Dopo il mio schiaffetto, la zia si finge sorpresa, io scappo e lei mi insegue a sottana alzata. Io mi giro per vedere quale tumultuoso mare di carne la zia è, e così mi raggiunge, stringendomi amorevolmente contro il suo morbido corpo. E’ sempre un ammasso di morbidezza bellissimo, come un mare in piena, con onde che si scontravano contro la mia giovane pelle.

Tutto ciò mette sete e non ce la facevo più. Quando ci fermammo un attimo dietro la mia ennesima lamentela, osservai che la scollatura del suo vestito era scesa molto, forse per via dei nostri giochi. La zia si era appoggiata con le braccia e il busto alle aste di uno dei recinti del suo podere. Il suo prosperoso seno era giusto a cavallo del recinto, e si riversava oltre di esso, dando sul lato in cui ero io. Il vestito che era sceso sorreggeva il florido tettame come un secchio, creando un lago enorme, sconfinato, tutto tremolante come un budino. Mentre lei mi sta parlando, io non riesco a fare altro che guadare le sue enormi mammelle, esposte come quelle di una mucca da latte. La zia nota il mio sguardo fisso quasi subito, e per tutta risposta si sporge un po’ di più per farmi vedere meglio. Si abbassa anche la scollatura un po’ di più, e nel muoversi mi crogiolo nella ricchezza cremosa del suo mare di mammelle, stese come un mercato della carne. Continuo ad osservare, e noto che ad ogni più piccolo movimento della zia, c’e un micro maremoto in quell’oceano di tette.

Quando le giungo vicino, mi chiede dolcemente, “Hai ancora sete per davvero, tesoro? Povero tesoro, vieni quà… Forse ti posso dissetare io, guarda, non sembra un mare d’acqua?”

E così dicendo, inizia a scuotere dolcemente le sue poccie. La zia mi affascina con quella visione di un mare increspato da un leggero vento, dolce ma presente. Un letto d’acqua che regala qualche onda, cui si infrange con un soffice rumore un’altra onda tumultuosa. Il suono mi inebria e la visione mi fa sentire vivo.

Mentre sono in questa pace, sento chiedermi, “Vuoi bere un po’ del mio latte?”

Io faccio cenno di sì e sono come ipnotizzato. Lei sorride benevola, e mi avvicina, sporgendosi ancora di più. Parte delle sue mammelle era ancora coperta, infatti. Quando sono vicino vicino, lei abbassa lentamente la sua veste bianca, rivelando un grosso capezzolone turgido. Sembra davvero quello di una mucca.

“Succhia, caro, succhia dalle poccie della zia, succhia,” mi dice mentre me lo mette in bocca, “succhia forte, succhia il mio latte, caro, è buono e ne ho tanto, guarda che borraccione che ha la zia…

“Finchè stai da me sono io che devo provvedere a te, curarti, sfamarti, e volerti bene. Quando siamo insieme non ti devi preoocupare perchè in ogni caso ti posso nutrire io, solo con il mio corpo, con il mio latte, che è sostanzioso, cosa credi? E’ sostanzioso… ”

Io mi ricordo che aprii le mie labbra e succhiai come una volta, come facevo fino a pochi anni prima con mia mamma. Solo che la zia ha molto più latte, a giudicare dalle enormi zinne che si ritrova. Collego istintivamente la dimensione del seno alla quantità di latte, alla quantità di piacere. In fondo succhiare il latte dà gusto, non solo placa la mia sete, ma mi avvolge in un calore enorme che si espande dalle mie labbra in tutto il mio corpo. La tettona della zia è caldissima, rovente, mi fa quasi sentire dentro di lei. Mi viene voglia di abbracciarla e starle vicino, dirle che mi sta facendo stare bene.

“Ti voglio tanto bene, zia, davvero,” le sussurro guadandola dal basso in alto.

“Oh, tesoro mio, anch’io, anch’io,” mi dice con gli occhi buoni e dolci, e aggiunge, “Vieni di qua dalla staccionata che ti abbraccio per bene.”

[FINE PARTE 1]


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